Il mio primo post
Un post di prova per vedere come funziona PaperMod.

L’IA nella guerra contemporanea
In questi giorni mi sono trovato a riflettere sull’utilizzo della AI in vari campi. Nel giornalismo in primis, per quello che significa. Ma soprattutto nella implicazioni più drammatiche, quelle belliche o terroristiche. Ho letto un documento interessante di Ferey e de Roucy-Rochegonde che offre un’analisi comparativa dell’impatto dell’AI nei conflitti ucraino e Gaza. Quello che dobbiamo chiederci oggi è se l’uomo sarà ancora in grado di tenere il passo della velocità a cui adesso le macchine innescano bersagli e portano a termine obiettivi. Ma mentre facciamo questo dobbiamo renderci conto che in alcuni luoghi del mondo, anche a noi molto familiari, l’AI ha già ucciso. Senza scrupoli o senza mezzi termini. È utile quindi domandarci anche se con l’avvento delle nuove tecnologie – non sto parlando solo di droni – si stia in qualche modo de-responsabilizzando la tecnologia, come qualcuno fece anni fa, definendo intelligenti le bombe che cadevano distanti dai loro obiettivi. ...

Zachistka, la prima Z impugnata da Putin
La paura è uno degli strumenti più forti mai sperimentati da Putin da 20 anni a questa parte. Avere una supremazia psicologica e poi tecnica è forse ormai una tecnica da manuale per l’esercito russo, una pratica che va di pari passo con le immagini di distruzione che ci sono arrivate dalla Cecenia sino ad oggi con l’invasione Ucraina iniziata a febbraio. Se oggi conosciamo molto bene il significato della lettera Z, per averla vista su tanti mezzi militari mobilitati dai confini russi per l’invasione o la cosiddetta “operazione speciale” di denazificazione, sappiamo che è diventata il simbolo di tanti sostenitori dell’aggressione all’Ucraina, ma possiamo anche azzardare ad associarla ad una parola che, almeno nei media russi, andava molto di moda nei primi anni duemila: Zachistka. ...

Quello che accadde a Tal Afar nel 2005
Martedì 18 gennaio 2005, Hussein e Kamila Hassan e 5 dei loro figli stavano tornando a casa nella loro berlina Opel Vectra rossa nel centro di Tal Afar . La famiglia, di origine sciita turkmena era stata in ospedale perché uno dei figli era malato. Samar Hassan ricorda che la famiglia aveva lasciato la loro casa al tramonto mentre pioveva. La visita in ospedale doveva essere stata ragionevolmente breve poiché il sole era tramontato, ma a Mansour Boulevard vi era ancora la luce del tramonto quando l’auto degli Hassan vi entrò durante il viaggio di ritorno. ...